Ambasciata del Portogallo in Italia

Ministero Degli Affari Esteri

Intervista ad Alessandro Marcianò, surfista e big rider italiano

 

Intervista ad Alessandro Marcianò, surfista e big rider italiano, invitato ufficiale al Red Chargers per l’anno 2015/2016 a Nazaré, in Portogallo.

 

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1. Al giorno d’oggi Nazaré è internazionalmente famosa per via del surf. Immagini di onde gigantesche passano dovunque, anche in Italia. Non hai paura di cavalcare quelle onde?

Garrett McNamara ha mostrato al mondo intero questa località unica per la conformazione costiera e le sue onde. Adesso è incredibile quante persone vogliono visitare Nazarè per vedere con i loro occhi queste montagne d’acqua. Ogni volta che usciamo in mare tantissimi spettatori scendono fino al faro insieme alle troupe TV di mezzo mondo, quasi fosse uno stadio del calcio. Personalmente non avrei mai creduto di riuscire a surfare onde cosi grandi e pericolose anche se ho sempre avuto una forte attrazione verso le grandi mareggiate e le condizioni estreme.
Scendere l’onda a tutta velocità e guardare dietro un muro d’acqua sempre più grande non mi mette particolare agitazione, la mia vera paura è cadere nel punto critico ed essere trascinato sott’acqua per metri e metri senza riemergere. Per questo mi sto allenando non solo fisicamente ma anche mentalmente proprio per cercare di abbassare il livello di insicurezza il più possibile.

 

2. Quando è cominciata la tua relazione con il Portogallo? Quali sono i tuoi “spot” preferiti?

Sono stato per la prima volta in Portogallo precisamente a Ericeira nel 2001 e me ne sono subito innamorato. Gente molto cordiale, il cibo buonissimo e la scelta praticamente infinita di spiagge dove praticare il surf sono stati i motivi che mi hanno letteralmente stregato...tanto che adesso ritengo il Portogallo la mia seconda patria. Sono tanti gli spot che adoro ma Coxos è in assoluto il mio spot preferito.

 

3. Risulta che sei stato “adottato” da Garrett McNamara. Raccontaci come e quando lo hai conosciuto. Hai più parlato con lui dopo l’incidente in California?

Tutto è nato quasi per caso nel 2013. Organizzando con la mia crew tutti gli anni la manifestazione Italia SURF EXPO (www.italiasurfexpo.it), l’evento più conosciuto in Italia dagli appassionati del settore, abbiamo pensato di invitare Garrett McNamara in quanto world record man per aver surfato l’onda più alta al mondo. A quei tempi ancora non lo conoscevo personalmente ma solo di fama e rimasi sorpreso dalla sua risposta quando accettò l’invito venendo apposta dalle Hawaii con la moglie Nicole. I fan italiani quando lo videro al Surf Expo andarono letteralmente in deliro, specialmente dopo la proiezione del video “calling Nazare” proiettato direttamente sul grande muro del Castello di Santa Severa. Da quel momento siamo rimasti in contatto con la promessa di andare a fare surf in Portogallo magari proprio a Nazarè. Un anno dopo, precisamente nel settembre 2014, mi trovavo a Ericeira per partecipare al Surf Master di Ribeira D’Ilhas, ero l’unico italiano a partecipare tra alcuni dei più forti local portoghesi. Riuscii a vincere in una finale combatuttisima di fronte al mio sponsor Semente Surfboards e a Garrett che si trovava li quasi per caso. Dopo il contest mi invitò a raggiungerlo a Nazarè e a provare il tow-in insieme. Mi ricordo che accettai subito e parti ancora con la muta indosso per arrivare prima possibile. Da quel momento qualcosa cambiò in me, ero cosi divertito e sorpreso di poter fare surf con l’ausilio dei jet ski che subito capii di voler continuare a prendere onde grandi. Ho iniziato ad allenarmi con Garrett sempre più spesso e siamo diventati molto amici, questa è la cosa che più mi piace in tutta questa avventura.
Appena uscita la news dell’incidente di Maveriks in California mi sono subito messo in contatto con lui tramite mail e fortunatamente quando ha riposto “Im Alive” ho tirato un respiro di sollievo....mi ha detto di aver capito subito della serietà dell’infortunio alla spalla e di aver vissuto attimi di terrore perchè non riusciva ad afferrare e salire sulla barella del jet-ski giunto in soccorso. Alla fine è andato tutto bene e non vedo l’ora che torni a Nazarè.

 

4. Dal punto di vista della promozione turistica,il Portogallo ha largamente scommesso sul surf. Ericeira è riserva mondiale del surf. Peniche, Cascais e le Azzorre appartengono al circuito mondiale. Altre destinazioni come Sagres e Madeira sono molto richieste. Qual è la tua opinione sul tremendo sviluppo del surf in Portogallo nel corso degli ultimi anni?

Ritengo ci sia stato un incremento economico notevole negli ultimi anni: molti nuovi posti di lavoro, nuove attività e un turismo fuori stagione che sicuramente ha giovato in molte località. La mia impressione è che l’attenzione degli appassionati, degli operatori del settore e dei Media si sta sempre più focalizzando sul Portogallo che offre una scelta ampia di location e di opportunità. Personalmente ho vissuto il cambiamento di alcune località come Ericeira che da piccoli centri sono divenute località ambite dai turisti e surfisti di tutto il mondo. Sto notando la stessa mutazione anche a Nazarè ormai il riferimento del big wave riding internazionale.

 

5. Sei Ambasciatore TAP e sei patrocinato dalla Semente Surfboards (la più nota marca di tavole da surf del Portogallo). Parlaci dell’importanza del sostegno che ricevi da queste due aziende portoghesi

Il sostegno che ricevo da TAP è soprattutto a livello istituzionale. TAP è, non solo per me, la prima se non l'unica scelta per andare in Portogallo usufruendo di un servizio degno di questo nome. Grazie a sinergie comuni con il management Italiano siamo riusciti anche in ambito del Surf Expo a promuovere e a divulgare le destinazioni portoghesi tra chi ama questo sport fornendo il pieno appoggio a chi lo pratica grazie a promozioni ad hoc e soprattutto alla flessibilità. Per riassumere potrei dire che il mio rapporto con TAP si è evoluto da cliente affezionato a complice per la promozione del Surf in Portogallo fra gli Italiani. Con la Semente Surfboards sono legato da quasi 15 anni ed è nata una grande amicizia con lo shaper Nick e il suo socio Miguel. Avere la fortuna di rapportarsi con uno dei migliori shaper al mondo mi ha dato la possibilità di crescere moltissimo tecnicamente e raggiungere importanti traguardi sportivi. Ho iniziato anche a far conoscere le tavole Semente in Italia con dei modelli studiati per le nostre onde diverse da quelle dell’oceano.

 

6. Insieme al giovane prodigio italiano, Leonardo Fioravanti, le tue “radici surfiste” si trovano a Santa Marinella, proprio qui vicino a Roma. Come immagini il futuro del surf in Italia?

Sia io che Fioravanti veniamo dalla stessa zona vicino Roma. Leonardo, molto più giovane di me, è appena diventato campione del mondo junior raggiungendo un traguardo impensabile fino a pochi anni fa per l’Italia, mentre io sono il primo italiano a cavalcare onde di Nazarè. Il potenziale in Italia è molto alto, ci sono tanti posti dove poter fare surf e ultimamente sono nate molte scuole che offrono corsi base per avvicinare i più piccoli al surf. Sempre più ragazzi si avvicinano a questo mondo e questo è assolutamente positivo. Ma il surf in Italia ha bisogno di una vera Federazione capace di far crescere la comunità e sviluppare quei settori fondamentali per il futuro dello sport come ad esempio il settore giovanile.
Spero molto nelle nuove tecnologie per ricreare onde artificiali, mai come in Italia sarebbe apprezzata un’opera del genere

 

Intervista a cura di Francisco Alegre Duarte

 

  

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