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È morto il poeta Herberto Helder

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Il poeta Herberto Helder è morto ieri a Cascais all'età di 84 anni. Nato nel 1930 a Funchal è stato considerato il più grande poeta portoghese della seconda metà del XX secolo. La cerimonia funebre si svolgerà mercoledì in forma privata.

La ultima sua pubblicazione risale allo scorso anno, “A Morte Sem Mestre” (Porto Editora) -un'edizione con CD con cinque poesie dell'autore, nel 2013 aveva pubblicato “Servidões”. delle servitù. Dopo la pubblicazione di “A Faca Não Corta o Fogo” (2008) il consenso del pubblico è stato assoluto.

Herberto Helder ha frequentato la Facoltà di Diritto, abbandonata per iscriversi a Filologia Romanza. Ha collaborato con diversi giornali tra i quali il “Jornal de Letras e Artes” e, nel 1969, è stato Direttore letterario della “Estampa”. Ha frequentato il gruppo del “Caffè Gelo”, composto da Mário Cesariny, Luiz Pacheco, Helder Macedo, João Vieira e António José Forte.

Nel 1958 ha pubblicato il suo primo libro, “O Amor em Visita”. Negli anni successivi ha vissuto in Francia, Olanda e Belgio, avendo vissuto in clandestinità ad Anversa. Nel 1960 è tornato in Portogallo ed è diventato responsabile delle biblioteche itineranti della Fondazione Calouste Gulbenkian. In Angola nel 1971 come reporter di guerra, dopo un periodo negli Stati Uniti nel 1973, tornò in Portogallo dopo la Rivoluzione di Aprile nel 1975 lavorando alla radio e collaborando con alcune riviste, tra cui la Rivista Letteraria “Nova”, della quale è stato redattore.

Nel 1994 gli è stato attribuito il Premio Pessoa per la sua opera che, secondo la giuria, illuminava la lingua il portoghese. Poeta riservatissimo, rifiutò il premio, tra i più importanti in Portogallo,  chiedendo alla giuria di non annunciare il vincitore e concedere il premio ad  altra persona.

Partendo da una personale interpretazione del surrealismo, Herberto Helder ha creato un'opera straordinaria nel corso di quasi 60 anni di attività, costituendo una delle figure più autorevoli della poesia portoghese, e rompendo anche la distinzione netta tra poesia e narrativa.

Sobre um Poema

Um poema cresce inseguramente 
na confusão da carne, 
sobe ainda sem palavras, só ferocidade e gosto, 
talvez como sangue 
ou sombra de sangue pelos canais do ser. Fora existe o mundo. Fora, a esplêndida violência 
ou os bagos de uva de onde nascem 
as raízes minúsculas do sol. 
Fora, os corpos genuínos e inalteráveis 
do nosso amor, 
os rios, a grande paz exterior das coisas, 
as folhas dormindo o silêncio, 
as sementes à beira do vento, 
- a hora teatral da posse. 
E o poema cresce tomando tudo em seu regaço. E já nenhum poder destrói o poema. 
Insustentável, único, 
invade as órbitas, a face amorfa das paredes, 
a miséria dos minutos, 
a força sustida das coisas, 
a redonda e livre harmonia do mundo. - Em baixo o instrumento perplexo ignora 
a espinha do mistério. 
- E o poema faz-se contra o tempo e a carne. Herberto Helder 

 

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