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Urogallo pubblica “366 Buoni Motivi per conoscere il Portogallo e imparare il portoghese”

copertina

"366 Buoni Motivi per conoscere il Portogallo e imparare il portoghese tra Falsi Amici, Idiomatismi, Gergo e attraverso Storia, Arte, Letteratura, Musica, Gastronomia e Personaggi Famosi": un viaggio divertente che va dalla storia del Portogallo alla cucina e pasticceria, passando per la letteratura, l’arte e le vicende economico-politiche del paese.

Anabela Ferreira è ricercatrice presso l'Università di Bologna, nella sede di Forlì, dove da anni insegna Lingua e Cultura portoghese.

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Scheda libro

Anabela Ferreira
366 Buoni Motivi per conoscere il Portogallo e imparare il portoghese
isbn: 978-88-97365-23-5
192 pp. | 13,00 €
2014

Il libro

Si tratta di un nuovo viaggio, arti­colato e divertente tra storia e storie, tra affascinanti memorie e squarci sui personaggi più recenti che, in tanti, hanno superato le frontiere e portato fantasia e memoria al lettore di ogni latitudine, ma che non dimentica di soddisfare le curiosità che una lingua così ricca suscita in tutti quelli che scelgano di studiarla.

"366 Buoni Motivi per conoscere il Portogallo e imparare il portoghese tra Falsi Amici, Idiomatismi, Gergo e attraverso Storia, Arte, Letteratura, Musica, Gastronomia e Personaggi Famosi" è un insieme di sollecitazioni che vanno dalla storia portoghese alla cucina e alla pasticce­ria, passando per la letteratura, l’arte e le vicende economico-politiche del paese, fornendo un quadro che corrisponde a un bagaglio di conoscenze non sempre posseduto dagli studenti di lingua e letteratura portoghese alla fine del loro percorso di studi.

La sezione Alcune date importanti da ricordare, posta all’inizio del volume, da sola costituisce un va­lido canovaccio di lavoro per iniziare lo studio della storia portoghese, soffermandosi sulle date più im­portanti della storia nazionale. Inoltre, la pubblicazione contiene un capitolo dedicato ai Falsi Amici tra il portoghese e l'italiano e un Breve dizionario gergale Alfacinha-Italiano farcito di modi di dire, male parole ed espressioni popolari esclusivi della capitale portoghese, ma che costituisce un vero e valido strumento per affronta­re la lingua parlata nelle strade delle città portoghesi al giorno d’oggi.

L'autrice

Anabela Ferreira, nata a Lisbona e dal 1990 residente a Forlì, è ricercatrice presso l'Università di Bologna, nella sede di Forlì, dove da anni insegna la lingua e cultura portoghese.

É responsabile del centro per la certificazione internazionale della lingua portoghese (PLE) a Forlì, è direttrice della Pequena Biblioteca de Português sempre con sede a Forlì e che ha fondato da poco, fa parte del consiglio consultivo della SHIP - Sociedade Histórica da Independência de Portugal della Delegazione di Torino, è membro della Sociedade de Geografia de Lisboa, ed è accademica della Accademia dei Benigni di Bertinoro.

É autrice di tre dizionari in portoghese e in italiano pubblicati per la casa editrice Zanichelli (Bologna), di un corso di lingua portoghese in cd rom Navegando, (ed. Clueb, Bologna), conta all'attivo di numerose traduzioni di testi di storia, architettura, teatro (Almeida Garrett e Sophia de Mello Breyner Andresen), poesia (includendo la poesia femminile, in dialetto romagnolo, lusitana, brasiliana e africana), e di gastronomia con la pubblicazione in portoghese dell'opera di Pellegrino Artusi,“ La scienza in cucina e l´Arte di mangiar bene”.

Collabora in diverse riviste italiane e portoghesi dove ha pubblicato svariati articoli di carattere letterario, linguistico, culturale e gastronomico.

Per Urogallo ha curato il volume "Cioccolato. Sei storie da leccarsi le dita", e la Collana Urogallo.Bilingue.

 

 

 

 

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