Ambasciata del Portogallo in Italia

Ministero Degli Affari Esteri

Volti del Portogallo in Italia – intervista con Carlos Veloso dos Santos, Direttore-Generale dell’"Amorim Cork Italia"

corkitalia

 

Volti  del Portogallo in Italia

Intervista con Carlos Veloso dos Santos, Direttore-Generale dell’Amorim Cork Italia

www.amorimcorkitalia.com

 

"L’Italia è il maggior produttore vinicolo a livello mondiale. Ed è anche il maggior esportatore mondiale di vino. Un gruppo come il nostro deve essere presente su un mercato così importante"

  • Quali sono le ragioni che hanno motivato l’investimento della sua impresa in Italia? Come si è sviluppata la sua presenza nel mercato nel corso di questi ultimi anni?
    • L’Italia è il maggior produttore vinicolo a livello mondiale. Ed è anche il maggior esportatore mondiale di vino. Un gruppo come il nostro deve essere presente su un mercato cosi importante. Il “Grupo Amorim” ha 22 filiali nel mondo e vende i suoi prodotti in 103 paesi.
    • L’investimento in proprie strutture è divenuto imperativo alla fine degli anni 90 perché sapevamo che questo mercato si sarebbe rivelato strategico per la crescita internazionale del gruppo, e così è stato,  costituendo oggi uno dei maggiori mercati di Amorim a livello internazionale.
  • Da un punto di vista personale, le chiediamo di raccontarci qualcosa sulla sua esperienza professionale precedente, in Portogallo.
    • Il mio background accademico, nell’ambito della Giurisprudenza, non ha molto a che fare con la mia attuale professione di gestore. Sono entrato nel “Gruppo Amorim” a 24 anni e poco tempo dopo mi hanno affidato la direzione commerciale dei mercati mediterranei. Dopo alcuni anni mi hanno invitato a organizzare lo sviluppo del mercato italiano nell’ottica di aumentare la nostra capacità di inserimento e affermazione in questo mercato.
    • Da quel momento siamo diventati una delle maggiori imprese del settore del sughero a livello mondiale.
  • Come descriverebbe la relazione che ha con le entità e le istituzioni economiche e politiche locali in Italia?
    • Nonostante tutte le difficoltà e incoerenze di un paese complesso come l’Italia, la nostra impresa si è relazionata molto bene nei confronti di tutte le istituzioni, in generale. Trattandosi di una società appartenente ad un gruppo internazionale quotato in borsa e per questo motivo soggetto ad un livello di controllo più stretto, devo riconoscere che oggi godiamo di un’elevatissima credibilità, riconosciuta soprattutto dalle istituzioni economiche.
  • Qual’è il grado di riconoscimento per la sua attività da parte del paese di origine e da parte dei “partners” italiani?
    • La nostra impresa rappresenta un caso di successo nel suo settore di attività, non solo in Italia dove costituisce chiaramente il “benchmark” di mercato, ma nel settore del sughero in generale per il modo in cui opera e per come promuove non soltanto il “brand” Amorim ma anche l’immagine del sughero non solo come elemento di tradizione, ma soprattutto come elemento di modernità in un mondo che si esige più  sostenibile;
    • I risultati della crescita che l’impresa ha registrato,  63% dal 2008 al 2013, nel pieno epicentro della crisi economica mondiale, dimostrano il vantaggio competitivo della nostra strategia relativamente agli altri;
  • Come amministratore di una grande impresa, che valutazione può fare delle prospettive per la situazione economica di questi due paesi – il Portogallo e l’Italia?
    • Ci troviamo di fronte a due situazioni completamente diverse.
    • L’Italia è una potenza industriale nonostante le asimmetrie, il Portogallo è un paese con limitazioni importanti in termini industriali e strutturali.
    • Credo che le prospettive per l’Italia potranno essere estremamente interessanti se arriverà ad avere una classe politica con una visione a lungo termine e con politiche tendenti alla correzione di quegli aspetti che sono sempre riusciti ad indebolirla. Nel nostro settore, vinicolo, credo che l’Italia continuerà a tenere banco, nonostante l’assenza di una strategia corporativa che potrebbe affermare con maggior consistenza la posizione dei vini italiani in termini di nuovi mercati emergenti, in confronto per esempio con i francesi. Ma nonostante queste lacune l’Italia costituisce di gran lunga il maggior esportatore vinicolo.
    • Per quanto riguarda il Portogallo la questione e molto più complessa. Credo che il futuro del Portogallo non dovrà essere paragonabile a quello della Romania o della Bulgaria. Il futuro del Portogallo dovrà essere una realtà emergente dal punto di vista turistico a livello mondiale e con il rinforzo di una strategia che punti alla qualificazione della mano d’opera a attirare industrie di maggior valore aggiunto.  
  • Può considerarsi, fino a questo momento, soddisfatto della sua esperienza in Italia? Quali sono le sue prospettive future?
    • Sono molto felice di vivere in Italia e dirigere questo progetto.  
    • Credo che l’Italia si incastri perfettamente con il mio  “modus vivendi”. Nonostante tutte le difficoltà che attraversa, l’italiano prova generalmente ad avere sempre una visione ottimista del futuro, è un idealista per natura. Un altro aspetto che mi piace di questo  paese è l’anticonformismo e l’abitudine degli italiani di re-inventare costantemente la loro strategia, e il modo di affrontare il futuro. È un popolo irriverente e creativo e questo finisce per essere un valore in più per un gestore che, pur non essendo italiano, “assimila” molto di questo modo di essere nel suo quotidiano.
    • Per ora continuerò a vivere in Italia anche perché i miei figli frequentano la scuola italiana e almeno finché andranno all’Università non penso di tornare in Portogallo o impegnarmi in un’altra esperienza internazionale.

 

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